Se non conosci te stesso, come puoi pensare di migliorarti?
Riflettendo sui 10 mondi, concetto buddista che in un post di vecchia data ho citato, devo proprio ammettere che mi trovo spesso in quello di COLLERA.
Ora ovviamente non è che voglio annullare questa mia tendenza a incavolarmi, perchè in ogni modo in qualche situazione può anche rivelarsi molto costruttivo essere cosi. Forse dovrei diminuire. Ma il punto non è questo.
Il punto è che ieri l' ho potuto vedere, ieri è successo un episodio che ha tirato fuori tutta la mia rabbia e che difficilmente sono riuscita a mascherare. Per quanto avrei voluto, pur di non ferire chi mi stava vicino, pur di non sentirmi male, però se il cammino che ho scelto è quello di VEDERE I MIEI DIFETTI E LIMITI allora ben venga che IO STESSA possa vedere DOVE, QUANDO e COME sono in determinate situazioni e scoprire magari lungo il mio cammino IL PERCHE' e poi ovviamente T R A S F O R M A R E.
Perchè Viola si arrabbia tanto e spesso? Perchè Viola sa essere cosi cattiva, nonostante il suo desiderio più forte è quello di rendere felici gli altri?
Per caso frustrata per episodi accaduti in passato? Ho rabbia repressa? Non credo sia dovuto solo ed esclusivamente a questo, credo ci sia dell' altro e credo che sia tutto collegato.
La paura di non essere accettata, misto con collera e con la ricerca della continua conferma delle persone ..
quest' ultimo poi che va in contrapposizione con il desiderare di essere diversa ed emarginarmi per poi dire, ecco nessuno capisce me,
fa davvero un minestrone di cattivo gusto!
Se lo scrivo, se vi scrivo il mio essere, è perchè non me ne vergogno, o meglio me ne dispiaccio e in realtà quando capitano delle situazioni come ieri, me ne vergogno eccome, lo ammetto. Ma in questo periodo la voglia di andare in profondità è troppo forte, perchè voglio scogliere il nodo.
Avete presente quando siete magari a fare una scampagniata, per raggiungere la cima di una montagna? Più si sale, più si è stanchi. Poi subentra quel "conflitto" tra il voler salire e continuare, perseverare fino ad arrivare in cima, e quel voler sedersi, riposare, ma non ripartire perchè sembra cosi lontana la meta da raggiungere e ci si trova scazzati e magari pentiti per aver iniziato questo percorso.
Ecco io mi trovo li. In mezzo. Nel bel mezzo del viaggio verso la cima di una montagna tanto ripida e ogni mattina e ogni sera cerco di trovare la forza necessaria per NON mollare e per non abbattermi davanti a ostacoli e momenti di delusione.
Con questo mio viaggio che sto facendo la cosa che più mi logora dentro è la paura di perdere le persone che mi stanno accanto. La testa e il cuore mi dicono di NON trattarli male, di non farli sentire inadeguati, di tirare fuori tutta la mia luminosità per superare i miei limiti e soprattutto non avere paura di perderli, perchè se voglio che esse ci siano, allora ci saranno.
Chiedo molta comprensione. Lo so. La chiedo,ma non la pretendo.
Spero mi venga data, non è obbligatorio che le persone lo facciano. Le persone sono esseri liberi che scelgono per la loro vita. Quello che voglio dire è che con lo sforzo che sto facendo spero tanto che venga visto e per quanto possa ricadere nel mio "piccolo io" non venga spazzato via tutto l'impegno che ci sto mettendo.
Il percorso da fare l' ho deciso io. Ho scelto IO di salire. Nessuno è obbligato a venire con me :) Di questo sono consapevole. Spero solo che chi mi sta a cuore davvero, nel caso avesse scelto di non percorrrere insieme a me questo sentiero, che ci sia "almeno" al mio ritorno.
Ho visto andare via fin troppe persone, ora è arrivato il momento di cambiare destino.



























