venerdì 26 dicembre 2008

più che sincera


E' doloroso quando percepisco che qualcosa sta cambiando, qualcosa sta per finire e non c'è verso per fermare l'inevitabile.
La Vita è anche questo.
Cambiamenti e scelte che fanno soffrire. Ma si dice anche che dalla sofferenza nasce la gioia più sincera e nelle situazioni tanto sofferte tornerà a splendere il sole più forte di prima.
Staremmo a vedere. Intanto anche se tutto dovesse apparentemente "crollare", nel profondo del mio cuore so che è solo per il mio bene.

Mi sento di non scrivere altro a riguardo, ma lascio un video di una canzone che mi sta particolarmente a cuore:

mercoledì 24 dicembre 2008

NATALE



BUONE FESTE !!

*grazie amore per la foto.

La canzone in sottofondo è la mia preferita per Natale. Cantata da John Lennon.
Buona musica sempre, anche a Natale!
A presto!

lunedì 22 dicembre 2008

In costruzione



Come campioni dello spirito
che si esercitano con serietà,
possiamo trasformare la condizione vitale
della sofferenza più atroce
in eternità, felicità, vero io e purezza.


Mi sento molto stanca. Stamattina sarei rimasta volentieri a casa, alla fine però ho deciso di venire in ufficio.
8 ore.
Forse occuperò il tempo a cercare lavoro su internet. Spesso è deprimenti, gli annunci non sono un gran che. Ma forse oggi spunta fuori qualcosa di interessante.
Usufruirò del mio tempo per leggere sul sito della repubblica e poi anche della Soka Gakkai. E ora, appunto, sto scrivendo questo post!

Per un attimo ho avuto la sensazione di aver perso la meta, forse devo soltanto riposare, o forse è meglio continuare a lottare? Sento dentro di me una lotta. Una lotta fra bene e male. Una parte di me vorrebbe distruggere tutto quello che mi sono costruita (con fatica!) quest' anno.
L' altra parte invece mi dice di continuare a costruire, anche se non vedo ancora pronto quello che sto costruendo. Costa più fatica la seconda scelta, ovviamente.
Ho comunque bisogno di essere sostenuta.

Quanto più grandi saranno le difficoltà che incontrerà [il devoto del Sutra del Loto], tanto più grande la gioia che egli proverà grazie alla sua forte fede»
Il Daishonin)

La parte che sta vincendo è quella fiduciosa. Ogni giorno è un giorno nuovo.
Io oggi posso cambiare la mia Vita. Oggi posso decidere che cambia tutto.
Oggi è un nuovo giorno.

mercoledì 17 dicembre 2008

sarà vero?

Parliamo di capelli.

La riga nel mezzo:

Che i tuoi capelli siano sciolti o legati, tieni la riga nel mezzo.
L'analisi psicologica
La tua pettinatura rivela un carattere determinato. Ti piace vivere in un ambiente equilibrato ed armonioso. Cerchi, con un certo rigore, di essere giusta in ogni cosa.
Retta e spesso intransigente, aspiri a un'esistenza e a relazioni semplici, dirette e solide. Hai bisogno di avere una vita spirituale e di stare alla larga dall'agitazione.


La riga a destra:

Hai la riga a destra e i tuoi capelli vanno verso sinistra.
L'analisi psicologica
Profonda e riflessiva, ti piace farti domande sulla vita e su te stessa. Preferisci le relazioni intime e autentiche, e non sei sempre a tuo agio in società, dove ti viene chiesti di essere più mondana e superficiale. Sei molto fedele alle tue amiche, sai ascoltare gli altri e dare buoni consigli.
A volte fai fatica ad agire e a deciderti, odi quando tutto va troppo in fretta.



La riga a sinistra:

Hai la riga a sinistra e i tuoi capelli si spostano verso destra.
L'analisi psicologica
La tua pettinatura rivela un carattere attivo e amante del movimento.
Non vuoi perdere tempo con i dettagli, vuoi andare all'essenziale. Sei un tipo segreto e non esprimi facilmente i tuoi sentimenti, nonostante tu sia molto a tuo agio nelle relazioni sociali.
La tua sensibilità resta il tuo giardino segreto, preferisci vivere in modo dinamico e andare avanti senza porti troppe domande.


La frangia:

Hai una ciocca di capelli sulla fronte o la frangia.
L'analisi psicologica
La tua pettinatura rivela un carattere sensibile. Hai bisogno di proteggerti dall'esterno e di mettere una piccola barriera tra te e gli altri. Questo comporta una certa timidezza e una tendenza a rinchiuderti in te stessa non appena avverti un ostacolo o un'opposizione.
Possiedi una grande delicatezza e tanto intuito, che non sfrutti abbastanza.


La fronte scoperta:

Tiri i capelli all'indietro, in una coda di cavallo, o li pettini semplicemente all'indietro se sono corti.
Cosa significa
La tua pettinatura rivela la tua apertura al mondo. Affronti la vita di petto e non hai paura di buttarti. Sincera, aperta, dinamica, la tua energia attiva può a volte farti peccare di finezza, perché non sempre ti preoccupi dei dettagli, vai direttamente al sodo.
Ottimista, calorosa, ti piace il contatto con gli altri. Ma a volte tendi a farti un'opinione di qualcuno che non c'è verso di farti cambiare!


La nuca scoperta:

Porti i capelli corti e la tua pettinatura ti scopre la nuca.
L'analisi psicologica
Il tuo taglio rivela un carattere integro. Ti piace mostrarti senza trucchi, preferisci scoprire le tue qualità e i tuoi difetti piuttosto che giocare di diplomazia e di delicatezza. Bisogna prenderti come sei, o niente!
Il tuo carattere sincero, un po' rigido, può lasciare perplessi. Non conosci la prudenza e parli delle tue idee e delle tue opinioni senza giri di parole. Il limite tra il coraggio e l'incoscienza non è sempre chiara per te!

Diamoci da fare!


Davanti agli ostacoli, non fermiamoci. Davanti a qualsiasi ostacolo, avanziamo.
Sempre.

Ieri ho preso un giorno di ferie e ho fatto bene. Ho deciso che sarebbe stata una giornata vittoriosa.
Mi sono svegliata presto per affrontare subito uno dei miei più grandi nemici: LA PIGRIZIA!
Subito dopo sono uscita di casa per andare a casa di un mio amico praticante. Ho trovato i miei altri compagni di fede e abbiamo fatto Daimoku per tutta la mattinata.
5 ore.
Ci ha raggiunto anche Letizia (Pazze Gioie), che meraviglia! [Appena posso metto le foto che abbiamo fatto insieme!].
Dopo la recitazione del Sutra del Loto, si passa all' Azione e per la prima volta ho contribuito in modo creativo e incorraggiante alla nostra associazione. La Soka Gakkai. Sono andata a casa di un' altra mia compagna di Fede.
Abbiamo preparato dei bigliettini con scritto sopra delle frasi prese dai vari scritti buddisti da regalare alle persone che prenderanno il Gohonzon questa Domenica.

SARA' UNA GIORNATA MERAVIGLIOSA PER LORO!

Sto approfondento molto la mia fede. Pratico molto. Recito tanto. Leggo di più e incorraggio le persone. Continuo il mio shakubuku e sento che il mio cuore si sta rafforzando.
Mi sento più forte. La mia sensibilità aumenta, il mio cuore si apre, la mia mente anche e l' energia si fa sentire.
OVVIAMENTE ho già avuto i primi momenti di dolore e di sconforto, ma servono per purificarmi. Non posso abbattermi. Non è il momento, devo avanzare vittoriosamente verso la mia meta.
Devo trasformare il veleno in medicina.
Devo smettere di lamentarmi e recitare di più. Devo smettere di criticare e incoraggiare di più.
Devo essere meno spendacciona per me stessa e più generoso con gli altri.

Molto voglio migliorare di me e molto voglio poter trasmettere. Molto voglio imparare.

Voglio superare le mie paure, quelli più intime e più nascoste, quelle che mi rubano l' energia e mi mettono nell' angolino. Devo superarle, se voglio essere davvero felice. Devo diventare più forte, per poter sostenere chi non lo è e insegnare come rafforzarsi.
Voglio, ora che si sta concludendo l' anno e non solo, un cambiamento reale nella mia vita e l' unico modo è cambiare me stessa. Chissà se sono già cambiata?

Come spiega Ikeda, potremo cambiare il nostro futuro solo cambiando il nostro presente.

E il presente è ora!

lunedì 15 dicembre 2008

Amici, consigliatemi...


Dai dai dai..Siamo al 15 dicembre.
Final Countdown. Non per l' anno nuovo, ma per la fine del mio contratto di lavoro.
Mancano 9 giorni lavorativi(togliendo festività).

Chiedo a tutti Voi di sostenermi. Mi chiedo che cosa fare delle 8 ore lavorative in cui NON LAVORO.
Sono in ufficio e cerco di occupare il tempo nei migliore dei modi. Onde evitare di sprecarlo, si sa il tempo è l'unico bene che non ti verrà restituito.

Attendo suggerimenti su cosa potrei fare per passare meglio questi ultimi giorni / ore a lavoro.

GRAZIE GRAZIE GRAZIE :))

venerdì 12 dicembre 2008

non dimentichiamoci di sognare



Ho fatto il mio primo colloquio. Quando sono arrivata sul posto i miei occhi hanno visto questo:






E ... non è per niente quello che vedo nei miei sogni. Ho sempre creduto che i sogni servono per diventare reali, servono per spronarti a dare del tuo meglio per realizzarli, in qualunque situazione ti trovi. Con forza d'animo, avrei realizzato qualunque desiderio, se solo lo desideravo dal profondo del mio cuore.
E cosi è sempre stato.
Poche sono state le volte in cui ciò non è accaduto, perchè ero spaventata. Mi sono fatta prendere dalla paura e sono scappata.
Evidentemente non ero pronta.

Ho fatto il colloquio. Mi sono trovata davanti una persona fredda e ho pensato: Questa il cuore glielo hanno tolto dalla nascità.
Si, il mio primo pensiero è stato quello, però non mi sono voluta far spaventare da questo e ho in un certo senso sfidato la situazione. Ho sfidato il mio pregiudizio nei confronti di questa Signora. La guardavo e pensavo: Anche in lei c'è la "Buddità".
Volevo entrarle nel cuore, aprendole il mio.

Dopo un pò che le parlavo dei miei sogni ecco che vedo un sorriso spuntare sul suo volto. Evviva, anche lei ha un cuore! :)
Mi chiede:
Cosa vorresti fare da grande?
Resto senza parole.
(Da grande?? E che ti sembro ora??) :P

Le risponde: Cambia ogni anno. Non saprei dirle con sicurezza che tipo di lavoro desidero fare, ma di una cosa sono certa. Desidero essere felice. Il resto verrà da se.

E cosi sarà.

Abbiamo terminato il colloquio e un pò triste torno a casa. Non è certo il lavoro che cerco. Almeno cosi ho avuto l' impressione sentendo la mansione.
Order entry.
Penso tra me e me: Bè però se ti prendono li, devi andarci, tu hai bisogno di soldi. Devi pagare l' affitto.
L' altra voce mi dice: E' vero, però tu hai un sogno. Devi coltivarlo. Non dimenticartene. Devi realizzarlo. Hai deciso di diventare felice sul posto di lavoro. Vuoi svolgere un lavoro che ti piace.

Per ora non ho avuto risposta da questa azienda. Attenderò e ora non saprei che dirvi. Non so cosa dirò nel caso decidesserò di assumermi.
Loro mi hanno detto che è un lavoro di squadra e serve agressività.
Questa parola AGRESSIVITA' mi ha fatto male al cuore. E' terribile. Lavorare in modo competitivo e agressivo...brrr. Che freddo!

La mia situazione ora è questa. Cercare, cercare, cercare Lavoro.
In metropolitana al ritorno ho letto:
" Le nostre vite sono "torri preziose" di suprema e inviolabile dignità. Qualsiasi sia l' avversità che stiamo affrontando, possiamo trasformare ogni aspetto negativo in qualcosa di positivo e uscirne trionfanti, cambiando il veleno in medicina."

Incoraggiamoci in questo momento cosi difficile, l' incoraggiamento è la forza per continuare a vincere. Questo è il motto nella Soka Gakkai, il movimento buddista di cui faccio parte e ultimamente ho la fortuna di sperimentare questa verità.

Per quanto dure e difficili possono essere le circostanza o le avversità che una società si trova ad affrontare, se gli individui che compongono quella società sono forti, esse possono diventare la forza trainante per una brillante svolta, ripresa e crescità. Incoraggiamoci e nei cuori risplenderà la luce chiamata: SPERANZA.
Più disgraziata e infelice è una persona, più sorprendento sono la forza e il potenziale che può manifestare una volta superata la sua sfortuna. Persone cosi sono davvero in grado di incoraggiare gli altri e di essere loro accanto quando soffrono.

"Stanno" provando a toglierci l' ottimismo, l' energia, i nostri sogni. Questo sistema, il modo di vivere che ci impone questa società ci induce a essere sempre più soli. Spero vivamente che ogni uno di noi protegga con amore i propri sogni, perchè niente è irrealizzabile. Bisogna soltanto crederci. Anche quando tutto sembra nero. Quando tutto sembra andare per il verso storto, anche quando ciò che cerchiamo sembra essere lontano o addirittura non se ne vede ombra. E' solo una questione di tempo.

In un mondo sempre più egoista, credo che ci sia bisogno di persone compassionevoli.
E' l'unica via che abbiamo per sensibilizzare. Almeno credo.

Io il mio sogno, i miei sogni li ho, e non permetterò a nessuno di non realizzarli. C'è chi potrà mettersi d' impiccio, non sarà di certo un ostacolo a farmi fare retromarcia! Non sono venuta al mondo per essere infelice.
Vivo per essere felice e per vedere le persone attorno a me felici; credo sia il punto primo da mettere in cima alla lista dei desideri:
La propria felicità e la felicità degli altri. Quindi quando ci vogliono far credere che bisogna accontentarsi e che siamo destinati a "sopravvivere", non diamogliela vinta. E' solo un ostacolo. Meritiamo di più.

Non siamo sconfitti,
dobbiamo assolutamente vincere!!!

giovedì 11 dicembre 2008

La felicità richiede coraggio.


Vi propongo questa esperienza che ho letto poco fa.

Il Nuovo Rinascimento n.407 1 novembre 2008
La mia storia Speciale corsi estivi:
La felicità richiede coraggio
di Paolo G., Bologna
Ho sempre sentito che la fede nel Gohonzon sarebbe stato il regalo più prezioso. Mi sono sforzato di donargli il mio cuore, la fiducia nel futuro, la speranza per una vita felice. Ne ero certo, al di là di ogni aiuto assistenziale, solo Nam-myoho-renge-kyo gli avrebbe potuto restituire una vera vita.


Grazie a chi mi ha avvicinato al Buddismo, ho iniziato a praticare all'età di diciotto anni, e mi ritengo davvero fortunato. Quando tre anni fa è morto mio papà è iniziato per me un nuovo ciclo di vita. La vita di mio papà ha continuato a scorrere nella mia, e ho imparato una cosa: la morte insegna la vita, insegna a vivere intensamente ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Nel 2006 ho conosciuto una persona, anche lui di nome Paolo, come me. In estate avevo deciso di aprire il più possibile la mia vita, alimentando ogni giorno il desiderio di fare shakubuku. Quel giorno mi trovavo in un bar in centro a Bologna, con una mia amica a cui stavo appunto parlando di Buddismo, quando s'inserì nella conversazione un uomo sulla cinquantina. Incuriosito dai nostri discorsi, mi chiese: «È possibile cambiare il karma?». Io gli risposi di sì: il Buddismo insegna che "in un istante tutto può cambiare".

E fu così che mi raccontò di come trent'anni prima, nel corso di una lite, con un semplice pugno uccise un uomo; finì in prigione per omicidio e una volta libero cominciò a entrare e a uscire dal carcere dopo che la sua vita era andata completamente allo sbando. Uscito grazie all'indulto del 2006, viveva ora in un dormitorio comunale e pranzava alla mensa dei poveri. Era senza un lavoro e soprattutto senza alcuna speranza o fiducia nella vita. In quel bar gli dissi che avrebbe potuto cambiare in positivo il proprio destino, se solo avesse iniziato a praticare il Buddismo. Gli lasciai il libro Felicità in questo mondo col mio numero di telefono. Recitai a lungo affinché si rifacesse vivo. Un mese più tardi ricevetti la sua telefonata, lo invitai a casa mia e fu così che Paolo iniziò a praticare.

Il suo stato vitale cominciò a migliorare di giorno in giorno. Iniziò a porsi degli obiettivi, tra cui trovare lavoro. Ricordo ancora con emozione il giorno in cui a casa mia, dopo aver pregato assieme, gli prestai giacca, camicia e cravatta per fare una fototessera. A più di cinquant'anni aveva deciso di scrivere il suo primo curriculum.
A Natale fui l'unico a fargli gli auguri e a dargli un regalo, invitandolo a scrivere i suoi obiettivi per l'anno nuovo. E qualcosa cominciò a muoversi. Non gli ho mai dato soldi o altri beni materiali. Ho sempre sentito che la fede nel Gohonzon sarebbe stato il regalo più prezioso. Mi sono sforzato di donargli il mio cuore, la fiducia nel futuro, la speranza per una vita felice. Ne ero certo, al di là di ogni aiuto assistenziale, solo Nam-myoho-renge-kyo gli avrebbe potuto restituire una vera vita.
L'ho sempre incoraggiato a fare shakubuku. E così fece. Poco tempo dopo un suo vecchio conoscente, a cui parlò di Buddismo, ricevette il Gohonzon.
Nonostante ciò, il 2007 è stato per Paolo un anno pieno di difficoltà. Ogni volta che la sua determinazione aumentava, il karma del passato si ripresentava e sembrava avere la meglio su di lui. Ma sapevo che, affrontando tutte queste vicissitudini, Paolo avrebbe potuto purificare e trasformare il suo karma negativo. «Continua a credere, nonostante tutto!», gli ripetevo. Per me fede significa "credere nonostante". Credere che il famoso "dodicesimo giorno della luna sulla capitale" sia oggi, non domani.

Nel sostenere Paolo ho imparato che fare shakubuku è un po' come svolgere il ruolo di genitore, con severità e dolcezza assieme; che shakubuku è soprattutto una promessa, un voto, un'assunzione di responsabilità. E nello svolgere questo ruolo ho percepito che la vita di mio papà sta davvero continuando a scorrere nella mia.
Ma i debiti col karma, e soprattutto quelli con la giustizia, vanno affrontati, e non ci si può sottrarre solo perché si pratica. Fu così che una tarda sera di febbraio mi arrivò un suo SMS: «Mi stanno arrestando». Esisteva nei suoi confronti una condanna a nove mesi di carcere che, da un momento all'altro, sarebbe potuta diventare esecutiva. Lo richiamai subito, fece in tempo a dirmi che lo stavano portando al carcere di Bologna e che aveva la ferma intenzione di non uscire più vivo da lì. Io gli risposi risolutamente: «Continua a recitare Nam-myoho-renge-kyo qualsiasi cosa accada», e subito dopo mi misi a pregare con la forza di un leone all'attacco per riuscire a rivederlo vivo.
Mi attivai subito per andarlo a trovare, ma dovetti aspettare un permesso speciale dal Tribunale di sorveglianza. Nel frattempo cominciai a spedirgli numerose lettere, e lo stesso fecero anche gli altri praticanti che Paolo aveva conosciuto a Bologna. Che emozione quando ricevetti la sua prima lettera di risposta, scritta sul retro di un modulo del Ministero di Grazia e Giustizia, perché non aveva altra carta da utilizzare. Mi scrisse che le uniche cose che lo avevano fatto desistere dal farla finita erano state la mia amicizia e le parole di Ikeda.

Ricevuto il permesso, era una meravigliosa giornata di sole, per la prima volta in vita mia entrai in carcere. Tanto era alto il mio stato vitale che allo spalancarsi del cancello non trovai un anonimo secondino ad accogliermi, bensì una poliziotta bionda che sembrava appena uscita da una telefilm poliziesco. Entrai nella sala colloqui. Lo salutai al mio solito modo: «Ciao Budda Paolo!», e scoppiammo a piangere dalla gioia.
Si trovava però nel reparto infermeria, praticamente in isolamento, e pensai: «Così isolato non può aprire la sua vita!». Poco tempo dopo fu trasferito nel carcere di Ferrara dove, finalmente, ebbe l'occasione di entrare in contatto con altri detenuti e fare shakubuku. Il risultato? Il suo compagno di cella, Lauro, un omone grande e grosso, ma buono, finito dentro per rapina, ha iniziato a praticare. Cristian, un ragazzo della mia età, ha iniziato a praticare. Addirittura anche un altro detenuto, Giuseppe, ha deciso di riprendere a praticare: aveva conosciuto la pratica negli Stati Uniti venti anni prima. Insomma, si poteva quasi fare una riunione di discussione!
Il principale obiettivo per Paolo aveva una data precisa: il 17 giugno si sarebbe svolta l'udienza in cui il giudice avrebbe potuto approvare o meno la richiesta di scontare la pena in libertà, all'interno di un programma di reintegrazione.
Scrive Ikeda: «La felicità richiede coraggio» (RU, 10, 160). E sia io, sia Paolo abbiamo recitato Daimoku con coraggio e col desiderio di ottenere e dare una prova concreta anche agli altri detenuti che avevano iniziato a praticare. La prova concreta è ciò che fa la differenza tra lo star bene e l'essere felici.
Martedì 17 la sentenza. Giovedì 19, squilla il mio cellulare... non ci potevo credere: era Paolo! In stazione a Bologna io l'ho accolto con una bottiglia di spumante, lui mi ha mostrato con fierezza la "cartolina dei dialoghi" per il 16 marzo con i nomi dei suoi cinque shakubuku fatti in carcere. In quel momento ho sentito che il suo cuore era libero, aperto alla vita e ho imparato che fede significa libertà.

Oggi Paolo vive in un paesino dell'Appennino bolognese. Ha un lavoro, un piccolo stipendio e un appartamento messo a disposizione dalla cooperativa sociale che gestisce il programma di recupero; sta continuando a sostenere via lettera gli altri detenuti che sono ancora in carcere.
In tutta questa storia ho sentito che, sostenendo Paolo, ho sostenuto la mia stessa vita. Ho imparato a vedere il karma non più come un nemico, piuttosto come un amico: il miglior amico, un alleato per la felicità. E sono proprio felice! Sono felice e grato perché ho aperto la mia vita al coraggio, perché mi sento innamorato della vita e sto vivendo intensamente come mai ho vissuto prima. Ma soprattutto ho sconfitto quella che io chiamo "la paura della felicità".
Infine, desidero dedicare questa mia esperienza a due persone: a mio papà, che vive nelle mie vittorie e gioisce del mio amore; al maestro, che ci sta chiedendo di osare. Osare per realizzare tutti i nostri sogni, per cambiare il destino delle nostre vite e del luogo in cui viviamo. Sensei ci sta chiedendo di osare. E pregare osando è il primo passo per vincere.

Io, Pansy, che cosa posso aggiungere?
Sono commossa. E' un esperienza bellissima e avevo tanta voglia di farvela leggere.

martedì 9 dicembre 2008

ma col cazzo che mi faccio abbattere!


Una volta una persona mi disse: La vera sconfitta non è perdere una battaglia, ma non tornare a combattere.

Il 31 Dicembre il mio contratto scade. Auguri Viola, Buon Anno nuovo e buona fortuna.
Già. Oggi mi hanno detto che non verrò assunta a Gennaio. Mi hanno spiegato che ho lavorato bene, che sono una persona preziosa e che se serve mi daranno una mano per cercare altro. Purtroppo però è un momento critico, non possono permettersi di assumermi (sarei dovuta diventare a contratto indeterminato), perchè non sanno nemmeno loro che lavoro darmi, ora che rientra a tempo pieno chi ho sostituito.

Non mi fermerò qui a sputare rabbia. Non mi va :) Non la sento nemmeno! WOW! Stavolta è tutto diverso. Stavolta, per quanto possa essere triste, è tutto meglio.

Cosa penso veramente?
se ho meditato sinceramente per il raggiungimento della felicità PER LA MIA VITA allora sono sicura che è giusto che il percorso che ho intrappreso in quest' azienda finisca qui.
Il percoso è stato arduo, ho imparato molto, ho lottato tanto e ho approfondito ancora di più la mia fede.

Sono fiera di me. Non prendetela come se la stessi scrivendo con presunzione, non lo vuole essere.

Se mi avesserò tenuto qui a lavoro, avrei un contratto a tempo indeterminato e al giorno d' oggi vale oro!
Ma l 'oro porta davvero ad essere felici?
Voglio dire, se io voglio una vita realizzata e in questo lavoro non mi sentivo realizzata, se voglio essere felice, sarebbe stato giusto continuare qui?
Questo percorso è arrivato a termine e se ho imparato qualcosa è: che tutto è impermanente. Anche il dolore. Anche la gioia. Persino un posto di lavoro ;)

Certo ho un nodo in gola, molte domande, un pò di paure, ma mi sento a posto con me stessa.
Che cos' altro conta?

Ho imparato molto in questo lavoro, ma inevitabilmente anche questo mi è diventato stretto, anche se era stato tagliato su misura, ma si cresce e poi il vestito va stretto. Bisogna cambiarlo.
Ed io sento di essere pronta, sono pronta per fare un altro passo.

Comunque anche se il risultato è lo stesso del risultato dei lavori precedenti, ci sono un paio di punti che sono diversi e vorrei citarli. Scrivere per ricordare.

- ho avuto per la prima volta il coraggio di chiedere : che cosa vogliamo fare di me in questo lavoro!

- ho imparato a stringere i denti e ad andare avanti anche in situazioni che mi sembravano difficilissimi.

- ho affrontato chi non mi andava a genio, scoprendo cosi anche qualcosa che non andava in me.

- ho capito l' importanza di avere un lavoro fisso, ma ancora di più l' importanza di impegnarsi nel lavoro che si fa (anche se non ci piace) per poi arrivare al lavoro per cui siamo tagliati e che desideriamo fare.

Le mie paure le ho, ovviamente!
La casa. Devo trovare il modo di pagarla. Troverò il modo.
Mi dispiace molto per il mio ragazzo, mi sento in debito nei suoi confronti. Ma confido nella sua comprensione. Tienimi stretta.

Sono sicura che troverò l' ambiente lavorativo giusto per me e per la mia crescità personale. Troverò il lavoro che mi permetterà sicurezza economica per pagarmi la casa e le spese mediche e tutto quello che mi serve.

Vorrei citarvi uno scritto buddista che dice: In un brano del Sutra del Loto si legge: ..difficile da credere e difficile da capire. Molti vengono a conoscenza di questo sutra e lo accettano, ma pochi mantengono la fede di fronte a grandi ostacoli. Accettare è facile, continuare è difficile.
Ma la Buddità si trova nel mantenere la fede."

Ed io , ora che ho visto la buddità in me ( e ho imparato a vederla anche negli altri), la speranza e soprattutto la fiducia sono più forti della paura.

Ora, posso fare due cose:
Disperarmi oppure..essere saggia.

E ora l' unica cosa che conta veramente è alzare lo stato vitale per trovare un lavoro meraviglioso.
La crisi? Me fa 'na pippa!

giovedì 4 dicembre 2008

Un post dedicato a Voi


L'anno 2009 è alle porte.
Mai come quest' anno il tempo è volato. Pochi sono stati gli attimi che sembravano durare un' eternità.
E' stato un' anno veloce.

Che anno questo 2008. CHE ANNO!
Credo capirò soltanto con l' inizio del 2009 che cosa è accaduto in questo splendido 2008.

Molte sono le persone che ho tagliato fuori dalla mia Vita o che semplicemente non ci sono più. (ho voluto togliere lo schifo e cosi è stato).
Il mio spazio si è ampliato moltissimo e..
Per loro non c'è stato più posto.
Il mio cuore si è aperto, l' amore verso la mia Vita è aumentato notevolmente, ma soprattutto la voglia di rispettarmi.

Chi offende e deride quello in cui credo, mi spiace, da me non avrà che una porta in faccia.

Non c'è nemmeno più spazio per coloro che puntualmente sparivano.
Non c'è più spazio per quelli che vogliono sapere tutto e niente ti dicono, non c'è più spazio per quelli che fanno buon viso a cattivo gioco. Per loro nella mia Vita che ritengo meravigliosa non c'è posto!!
E' liberatorio.
C'è chi da spettatore ha avuto la sfacciataggine di giudicare la mia Vita e le mie scelte, cosi.
Dire che la mia Vita è triste non solo è offensivo, ma tale mancanza di rispetto è inacettabile. Sono diventata dura con chi prova a farmi barcollare. Non ci riusciranno più. La Viola insicura che aveva paura di affrontare la realtà non esiste più. E ciò è il più bel regalo che potessi farmi per Natale.

C'è chi pensa che allontando ME abbia "levato" il male.
Mi spiace. Non è cosi.
La volpe è con Voi. E' ancora li, pronta a fregarvi.
Ma non sono più cavoli miei. Io sono libera.
Ho fatto un passo avanti, ho intrapreso un percorso e non mi volto più indietro da un bel pò di tempo e credo fermamente che non mi volterò MAI PIU'.
Non è più roba mia.

Come scrisse Odelance in un vecchio post:
Sono senza ricordi, sono senza odio, finalmente libera, finalmente vuota, senza di te, senza di te, finalmente senza di te.
Ciò che rimane, è la nostalgia di chi sa di non poter ricordare.
Io non posso più ricordare. E' arrivato quel momento, quell'attimo che come un'onda si trascina tutto via con sè...

Quest' anno Viola è cresciuta, è diventata più responsabile e inizia a capire davvero che cosa conta nella Vita.
Non può piacere a tutti. Questo l'ho capito, è stato difficile accettarlo, finchè un bel giorno ho imparato che se non piaccio a qualcuno per quella che sono non è necessario fare battaglie di "conquista e farsi calpestare, pur di piacere. Quella ricerca di approvazione verso coloro che mi respingevano, eh, dopo anni anni e chissà quante Vite, non è più roba mia.

L' importante è piacere a se stessi. E non è più una frase buttata li, ma la scrivo con una ferma convinzione.

Cari Signori, il demone ha perso!
Difficilmente ritornerà sotto quella veste. Viola è felice di essere Viola. Non vuole più essere diversa da quella che è, ha capito che è bella cosi, anche con i suoi difetti che spesso sono solo il modo di farla intraprendere un viaggio per scoprire il diamante che possiede dentro di sè.

Nel film il Corvo la frase nota dice: Non può piovere per sempre. Cari lettori, è vero.
Anche il lungo mese di Novembre è passato e ha portato via con sè la pioggia. (November Rain - Guns 'n Roses)

Che dire, ci siete Voi.
Il mio Grazie è dovuto, ma soprattutto sentito verso tutti voi che mi avete accompagnata in questo 2008. I vostri commenti affettuosi, pieni di simpatia, consigli preziosi, critiche, suggerimenti, complicità, di affetto semplice e puro.
Io in questo spazio ci sono stata bene. Ci sto bene! Uno spazio accogliente. Una casa. Un posto in cui posso esprimere me stessa e Voi me ne avete dato la possibilità. Mi avete accettata per quella che sono. Mi avete anche dato una mano per credere in me stessa. Odelance in primis che mi ha dato il coraggio leggendo i suoi post, di scrivere con il cuore. Aglaia che ha lasciato il segno con i suoi commenti delicati, Pazzegioie che ho avuto la fortuna di conoscere dal vivo, Andrea sempre cosi gentile, Schiavi o Liberi e L'incarcerato che hanno risvegliato in me una parte che stavo per sepellire, perchè mi mancava il corraggio in un momento molto buio. Poi Faby, Sara, Federica che splendide che sono queste ragazze e tutto questo traspare nei vostri scritti.
Silvia.. Silvia come tutti avrete notato è una ragazza straordinaria con una forza da leone e un cuore grande ma grande grande che mi commuovo.
Mistral, cosi romantica. Mi è bastato guardare il colore del suo blog e mi era entrata dritta nel cuore.
Angelo che non scrive più, ma che è sempre stato saggio e ha trasmesso nei suoi commenti luminosità, ricordandomi quello che a volte scordavo. La piccola Roxy che è una ragazza dolcissima.
Alzata con pugno, che ha dei sani principi e non ha paura di dire la sua.
Poi ci sono Veggie, che da poco leggo, ma non per questo meno importante. Mat, Digito Ergo Sum, Articolo 21, Glitter Victim, Zion, Franca, Evita, Master Max, Pino Amoruso, Stella, Luce, Squilibrato, Suysan, Sbriciolata, Daniele Verzetti il Rock Poeta, Clelia, Desaparecida, Alfie, Punzy, Irene, Imperfect...

Siete in tanti su Blogger e molti nomi forse non li ho scritti, ma sappiate che avete tutti contribuito a rendermi quella che oggi sono. Ognuno a modo suo.
Vi voglio ringraziare.

E sono felice di poter terminare il 2008 con ROMA. Il mio legame con questa città è forte. Mi corrego: ERA forte.
Ma anche per questo non c'è più spazio e lo dico con serenità nel cuore.
Non mi meraviglierei se a Gennaio quando scade il mio contratto di lavoro (lavoro in una società che ha Sede a Roma..) finisse proprio con l' anno nuovo.

Come si dice................
Si chiude una porta,
e sono sicura che si aprirà un portone!

"L' Ultimo cielo - Max Gazzè"

mercoledì 3 dicembre 2008

Pensiero di Ikeda

Posto per la seconda volta oggi. Non è uno scritto mio, quello che riporto di seguito, ma del mio maestro Daisaku Ikeda. Me lo ha fatto ricordare Daniela (Odelance) mettendolo su fb.

Voglio postarlo cosi da poterlo leggere e farlo leggere anche a Voi. Non credo ci sia bisogno che vi lascio un commento, basterà leggere le righe e sono sicura che le parole del presidente Ikeda arriveranno dritto al cuore ad ognuno di Voi :)

Pensiero di Ikeda

"Sento di aver fatto qualcosa di creativo
quando mi dedico con tutto il cuore a qualcosa
e lotto senza riserve fino alla fine;
così vinco una battaglia per crescere.
E' questione di sudore e di lacrime.
la vita creativa esige uno sforzo costante
per migliorare i nostri pensieri e le nostre azioni.
Forse la cosa più importante è il dinamismo implicito nello sforzo.
Si passa attraverso tempeste
e si possono subire sconfitte.
L'essenza della vita creativa è perseverare
nonostante le sconfitte
e inseguire l'arcobaleno che c'è nei nostri cuori.
L'indulgenza e l'indolenza non sono creative.
Lamentele e indecisioni sono da vigliacchi
e corrompono la naturale tendenza della vita alla creatività.
Chi smette di lottare per la creatività
si avvia verso l'inferno
che ne distruggerà la vita.
Non ci si deve mai rilassare negli sforzi per costruire una nuova vita.
Creatività significa aprire la pesante porta della vita.
Non è una lotta facile.
Anzi, può essere il compito più difficile che aprire le porte ai misteri dell'universo.
Ma l'atto di aprire la porta
dimostra la fondatezza dell'esistenza di un essere umano,
e rende la vita degna di essere vissuta.
Nessuno è più solo e infelice
di chi non conosce la pura gioia di creare da solo la propria vita.
Essere umano non significa solo camminare su due gambe
e manifestare ragione ed intelligenza:
essere umano, nel pieno senso della parola,
significa vivere una vita creativa".

Daisaku Ikeda

Uh, che pizzicotto!


A volte basta un gesto, una frase, uno sguardo e ti crolla tutto.
Ci devo lavorare su.
Mi è bastata una frase a lavoro per portarmi dritta nell' inferno. Una frase che evidentemente ha toccato un mio punto debole. Mi ha smosso qualcosa dentro.
Ci devo lavorare su.

Ho questo magone che non vuole andare giù. Ma è tutto a posto! La sofferenza è solo un illusione e questo è la chance per capire perchè quell' atteggiamento mi fa stare cosi, mi sento morire dentro. Eppure fuori splende il sole, più raggiante che mai.
Metto su un pò di musica, aiuterà sicuramente e apro la finestra in modo che i raggi del sole mi possano scaldare.

Buona giornata!

martedì 2 dicembre 2008

secondo voi?



A VOI LA PAROLA!