venerdì 13 agosto 2010

IL GIUDICE

In un certo senso...
non so come finire la prima frase, ma la volevo iniziare cosi.

Come sempre, da sempre, è la musica a ispirarmi e a darmi questa grande voglia di mettere su "carta" quello che sento.
Stanotte a farmi compania sono gli Stand, la canzone in particolare è SO FAR AWAY.

Finalmente sono in ferie e visto che sono in 59028528 a chiedermi quando parto io rispondo che non lo so!
Non so se parto, forse resto. Si, mi sa che resto qui a Milano.

E' tutto cosi intenso e proprio quando pensavo di non farcela è arrivata una stella cometa che mi ha dato nuovamente modo di credere nei sogni.
...le ombre, i vecchi fantasmi, mi seguono ma li riconosco e accettandoli riesco a non avere più paura.
Perchè quello che fa più paura è l'ignoto.
Una volta riconosciuto quel che fa paura, forse ridiamo, forse piangiamo, forse soffriamo ma è come togliersi una pietra dal cuore.

Ho invitato il mio giudice in casa.
L' ho fatto accomodare e gli ho offerto da bere.
Ora siamo qui che chiaccheriamo del più e del meno.
Ascolto quello che ha da dirmi, prendo coscienza e accetto.
Poi rispondo.
Espongo quello che voglio fare, quello che sento di fare, ma prima ringrazio.
Ringrazio il giudice di avermi fatto vedere anche un' altra possibilità ma rimango della mia idea.
Una nuova idea che da troppo ho custodito in chissà quale cassetto nascosto.
Ti ringrazio giudice, ma scelgo diversamente.
Il giudice mi giudicherà. Riderà di me. Mi prenderà per un' incosciente. Mi dirà che sarò esclusa dal mondo, che nessuno mi vorrà bene e che se non indosso il ruolo che da tanto mi sono dipinta addosso, allora non avrò nessuno che mi amerà.
Non riderò di questo giudice.
Lo guarderò, ascolterò, accoglierò ogni parole pur se forse potrà pungere.
A braccia aperte accoglierò anche il dolore.
I giudizi...quelli che più mi mettono in ginocchia udite udite sono proprio quelli miei.
Io sono il giudice peggiore di me stessa.
Quando smetterò di giudicarmi sarò libera.

Una scelta scomoda, una scelta che non verrà condivisa, troppo "da pazzi".
Scegliere la strada meno "sicura" viene visto come una pazzia.
Sono felice di essere una pazza.

Con la grande fortuna che da sempre mi accompagna ho trovato chi mi sta aiutando a ricredere in me stessa.
Me stessa che ancora non so chi sia, ma so che c'è.
Come il sole che c'è anche quando è nuvoloso...
Osserviamo questo orizzonte cosi pieno di nuvole e versiamo anche qualche lacrima di pioggia.
Il sole tornerà a splendere. Il sole esiste e aspetta solo il momento opportuno per uscire.
Dopo tempeste e gelo sento che sarà ancora più meraviglioso ammirare lo splendore e percepire il calore dei raggi.
Sarà come tornare bambina. Osservare, senza giudicare, amare e basta.

lunedì 9 agosto 2010

vivere adesso

...e' tutto finto. come se nulla mi appartenesse veramente.
La mia considerazione e' davvero soltanto l'inizio per dare vita alla mia vita.
Una persona mi disse: "allora mambo!"

...Devo pero' imparare a ballare. Per buttarsi in pista ci vuole coraggio.