lunedì 3 novembre 2008

dallo psicologo


Scriverò un post un pò diverso dal solito, un pò insolito per il mio modo, però sempre a modo mio.

Viola ha deciso di andare dallo Psicologo.
"buongiorno Viola".
"Buongiorno Dottore".
"Viola, come ti senti oggi?" "Non mi sento, dottore, non riesco a sentirmi, ma nel profondo del mio cuore so che io ci sono".
"In che senso, prova a spiegarti meglio".

"Sono confusa, mi sembra di osservare la mia Vita da fuori. Non riesco a percepire la mia vera natura. Mi sento smarrita ed è come se camminassi su una strada anonima e buia senza la minima idea di dove mi possa portare e a tratti non curandomene nemmeno. Poi all' improvviso la paura ha la meglio e vado in panico. Voglio scappare, provo a correre, ma rimango ferma e mi sento diventare di pietra. Ma dentro di me si risveglia una parte che era addormentata. Anche quando non la sentivo, lei comunque c'era e ci è sempre stata. Ecco cosa sento".

Che cosa mi possa rispondere uno psicologo sinceramente non lo so. Non sto andando da nessuno. Però ho voluto tirare fuori quello che sento e in questo momento lo riesco a fare ponendomi domande, anche molto semplici, ma che infine si rivelano molto efficaci.

Ho deciso di fare qualche passo. Tentare non nuoce. Chi resta fermo non produce.

13 commenti:

AndreA ha detto...

Mi sono ricordato questa storia....

Due semi

(Bruno Ferrero, A volte basta un raggio di sole)

*Due semi si trovavano fianco a fianco nel fertile terreno autunnale. Il primo seme disse: "Voglio crescere! Voglio spingere le mie radici in
profondità nel terreno sotto di me e fare spuntare i miei germogli sopra la crosta della terra sopra di me... Voglio dispiegare le mie gemme tenere come bandiere per annunciare l'arrivo della primavera... Voglio sentire il calore del sole sul mio volto e la benedizione della rugiada mattutina sui miei petali!".
E crebbe.

L'altro seme disse: "Che razza di destino, il mio! Ho paura. Se spingo le mie radici nel terreno sotto di me, non so cosa incontrerò nel buio. Se mi apro la strada attraverso il terreno duro sopra di me posso danneggiare i miei delicati germogli... E se apro le mie gemme e una lumaca cerca di mangiarsele? E se dischiudessi i miei fiori, un bambino potrebbe strapparmi da terra. No, è meglio che aspetti finché ci sarà sicurezza".
E aspettò.
Una gallina che raschiava il terreno d'inizio primavera in cerca di cibo trovò il seme che aspettava e subito se lo mangiò.

E' la normalità accettare il rischio di vivere. *


Un abbraccio, buona giornata! :-)

articolo21 ha detto...

Chi resta fermo non produce sembra lo slogan di una campagna elettorale.

pansy ha detto...

andrea:
Questa storia non la conoscevo e ti ringrazio molto per avermela fatta conoscere. E' molto significativa! ;) Ho colto il messaggio!

articolo21: nooooo, oddio. Speriamo non venga interpretato per la destra! POTREI CANCELLARE LA FRASE DAL POST PUR DI NON DARE MESSAGGI SBAGLIATI !!!! :D

Franca ha detto...

Bella la storia di Andrea...
La sua morale mi sembra un ottimo consiglio da seguire...

Punzy ha detto...

Ciao Pansy: e' una legge fisica, quel che si addormenta si risveglia..anche se lentamente..

Biancamaria ha detto...

bella la storia di Andrea, utile anche....di sicuro ora che qualcosa si sta svegliando,vedrai che riuscirai anche a capire di più.
un abbraccio:-)

Dario (Italianoallestero.com) ha detto...

La tua natura, se posso, non sono uno psicologo ma ho letto qualcosa, è quella di una donna intelligente.
Chi sa dove andare si sbaglia.
Chi a volte non si sente di pietra si sbaglia.
Chi si fa domande, non sbaglia, può errare nel rispondersi ma non sbaglia.

A presto.
Dario

SCHIAVI O LIBERI ha detto...

Io condivido Andrea, e purtroppo come diceva Neruda, vivere richiede uno sforzo maggiore del semplice fatto di respirare.

luce ha detto...

CErte volte ci accorgiamo di vivere una vita solo apparentemente, è un po' come se ci lasciassimo vivere, prigionieri della società e del ruolo che in essa occupiamo, poi un giorno un evento qualsiasi ci sveglia dal torpore e ci accorgiamo che è arrivato il momento di porsi delle domande, è il momento di capire e di iniziare a vivere veramente, ad essere noi stessi.

Federica ha detto...

ora che ti sei mossa, che era la prima mossa, cerca di trovare la direzione giusta...

ps. sulla pagina principale di blogger ci dev'essere la funzione blogroll

Zion ha detto...

l'orizzone in effetti non cambia finchè non ci avviciniamo noi.

Silvia ha detto...

Descrivi qualcosa, il tuo stato attuale, che è così simile al mio di questi tempi...

Condivido che devi fare piccoli passi, piano piano, avanzare nei meandri di te stessa, così da comprendere le ragioni del tuo stato, riconoscere le cause e dare un nome a tutto questo. Così capirai di cosa hai bisogno e saprai venirne fuori, più forte e determinata di prima.

Abbi il coraggio di prendere tutto il tempo di cui hai bisogno, non avere fretta. Purché tu lo FACCIA, senza paure!

Un abbraccio, cara!

:-)

marge ha detto...

Non sarai andata dallo psicologo ma aver tirato fuori quello che senti in questo momento è già un gran passo avanti...prima o poi capirai cosa stai cercando in te stessa!!!