mercoledì 9 luglio 2008






Su palafitte di gelso
sopravvivono i miei sogni bacati...
Ostinati ed offesi,
tessono autarchiche ragnatele di seta trasparente,
stringono al cappio ogni parola udita,
affabulata e smentita.
Poi richiudono il cerchio,
celando in fondo il bandolo della matassa.
L'uomo di San Lorenzo è già altrove,
con le mie stelle cadute ed i suoi baci di Giuda.




Gli amori non sono mai facili,
intricati dedali spesso senza via d'uscita.
Chi ne entra e ne esce nella brevità d'una estate,
calza sandali da spiaggia d'una effimera vacanza.
A lui non porgerò l'altra guancia,
perché neppure io sono una Santa.

2 commenti:

ROXI B-Mora fanclub ha detto...

Wooow che bella... ma l'hai scritta tu? E' stupenda... mi ha colpita molto! Che assurda verità!

Anonimo ha detto...

Poesia molto triste, anche se ha un suono piacevole...